In considerazione del forte aumento dei prezzi registrati dall’inizio del 2022, con il DL del 17 maggio 2022, n.50, il Governo è intervenuto dettando norme che consentono alla stazioni appaltanti di aggiornare i computi precedenti alla ripresa inflazionistica. Lo stesso decreto indica inoltre le fonti dei finanziamenti e le modalità di accesso alle risorse necessarie agli adeguamenti.
In particolare l’art. 26, comma 1, prevede: “Nelle more della determinazione dei prezzari regionali … le stazioni appaltanti, per i contratti relativi a lavori, ai fini della determinazione del costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni, ai sensi dell’art. 23, comma 16, del Dlgs n. 50 del 2016, incrementano fino al 20% le risultanze dei prezzari regionali di cui al comma 7 del medesimo art 23, aggiornati al 31 dicembre 2021 …”
CUNEO, NOVARA E TORINO: TRE OSPEDALI A CONFRONTO
Le vicende che segnano il percorso verso la realizzazione dei tre ospedali dovrebbero generare un allarme particolare: se ne parla da 15 anni (per le Molinette da 20) e ancora nulla è davvero cominciato. Anzi, le procedure amministrative sono a un punto fermo e, nonostante ci siano le risorse economico-finanziarie, la continua variazione di opinioni e decisioni circa le operazioni finanziarie da mettere in campo genera incertezza, ritardi e scetticismo montante.
Una menzione particolare spetta al PSRI-Parco della Salute, Ricerca e Innovazione della Città della Salute di Torino: qui non è in ballo la realizzazione di un ospedale, pur importante, come quelli di Novara e Cuneo. Con il PSRI si tratta di dare continuità e rilanciare una polo ospedaliero di eccellenza che, a forza di riduzioni, tagli e revisioni, sta diventando qualcosa di profondamente diverso da ciò che è stato.
Cosa ne sarà della Città della Salute di Torino e della ricerca avanzata in campo medico nel futuro prossimo si decide adesso.
Per questo, superfici, conteggi, pubblico, modalità di realizzazione, di gestione e di implementazione sono tutte questioni che escono dalle considerazioni degli addetti per diventare un tema di attualità e di strategia politica.
La ricognizione che segue è la sintesi estrema delle analisi fin qui eseguite sull’iter dei tre ospedali, sui costi e sulle decisioni assunte dalla Giunta Regionale ed annunciate dall’Assessore alla Sanità Icardi.
1) CUNEO.
Durante l’estate, dopo che da tempo, era stata conclusa l’intesa con INAIL che prevedeva il finanziamento per la realizzazione del nuovo ospedale di Cuneo, il cuneese Assessore alla Sanità del Piemonte ha buttato a mare l’accordo, per sposare la proposta di partenariato pubblico privato, spuntata improvvisamente, come per incanto, e fatta pervenire all’Azienda Ospedaliera di Cuneo, da un gruppo di costruttori anch’esso cuneese.
Nel frattempo, il costo di costruzione inizialmente previsto di 310 milioni di Euro, con il PPP è cresciuto a 420, con la previsione di un canone annuale da corrispondere al concessionario costruttore di 50 milioni per qualche decennio.
Non disponiamo di dati certi. Quelli qui riportati sono stati dichiarati dall’Assessore, in diverse occasioni. La proposta di PPP è custodita segretamente, in modo del tutto arbitrario da dirigenti regionali che disapplicano tutte le norme che regola l’accesso agli atti.
A. Dati dell’ospedale esistente.
L’attuale del Santa Croce e Carle è articolato su due sedi separate:
ha un numero di posti letto pari a: 680, di cui 510 del Santa Croce e 170 del Carle;
i costi annui di gestione, come dal consuntivo 2021, pari a 9.485.160,53, di cui:
- manutenzione ordinaria in appalto ad immobili e pertinenze 1.725.131,58
- combustibili ad uso riscaldamento e cucine 1.719.825,32
- servizi di pulizia 3.799.194,48
- servizio utenze 2.241.009,15
Il valore della produzione dell’Azienda Ospedaliera, a fine 2021, è stato pari a: 280.451.415,24.
L’ammontare del debito pregressoè stato di 42.174.313,95 di euro, al netto dei crediti.
B: Nuovo ospedale.
Serve una superficie fondiaria di 180 mila mq per 650 posti letto previsti. Il costo, come riportato nei documenti programmatici di fine 2021, è di 310 milioni di euro.
I costi della proposta di PPP, come dichiarati dall’Assessore sono:
- per realizzare l’opera: 420 milioni di euro, con un incremento dei costi del 35,5%, ben superiore a quelli fino ad ora stimati (310 mln);
- tenendo conto della previsione di cui al DL 50/2022, richiamato all’inizio, il costo dell’opera essere aumentato solo fino a 372 mln (310 mln + 20%);
- costo del canone annuale pari a 50 milioni, comprendente la remunerazione del capitale privato, i costi per manutenzioni degli immobili e l’acquisto dei vettori energetici (gas, luce, acqua), il tutto ben superiore ai costi di gestione attualmente sostenuti.
Raffronti dei costi previsti dalla soluzione INAIL e PPP di cui trattasi.
Costo annuo dell’affitto INAIL: 420.000.000*0,025 = 10.500.000.
Costi di gestione annui, come dal consuntivo 2021, pari a 9.485.160,53.
Affitto INAIL (10.500.000)+Costi di gestione al 2021 (9.485.160,53) = 19.985.160,53.
Canone annuale della concessione PPP (50.000.000).
Costi affitto INAIL e di gestione(19.985,160,53)
Maggiori costi annui del PPP rispetto alla soluzione INAIL = 30.014.839,47.
Considerato che il nuovo ospedale non farà aumentare il valore della produzione, il maggiore costo annuo previsto dalla proposta di PPP è destinato a far aumentare l’indebitamento dell’Azienda Ospedaliera di Cuneo, la quale dovendo mantenere l’equilibrio economico dovrà tagliare altre voci di spesa abbassando il livello dei servizi assistenziali.
2) NOVARA.
Dopo che nel settembre del 2021 è andata deserta la gara per l’affidamento della realizzazione del nuovo ospedale di Novara, di cui si parla dal 2002, il Direttore Generale della Sanità piemontese che ha diretto a lungo l’AOU di Novara, ha ottenuto dalla Giunta Regionale di aumentare di 99 milioni di Euro il costo previsto di quell’opera, senza per questo cambiare nemmeno una virgola del progetto che vecchio di 13 anni che per tutti i parametri costruttivi previsti, a partire da quelle relative alle superfici, ha “misure extra large”.
Qualche dato del progetto.
Superficie netta: 163.102 mq
Numero di posti letto previsti: 671
Mq per posto letto: 243,07
Numero di studenti iscritti alla Facoltà di Medicina dell’UNIPO: 1.100, forse (il dato è custodito in modo cosi riservato che non è stato possibile accedervi).
Il nuovo costo dell’ospedale di Novara, dopo l’integrazione di 99 milioni, appena decisa, dalla Giunta Regionale è pari a Euro 419.134.000.
Costo a posto letto: 624.640,83.
Costo unitario a mq, dopo l’integrazione: 2.569,77 euro.
Ora, dopo che sarà perfezionato l’Accordo di Programma con il Ministero della Sanità per ottenere, in ragione delle disponibilità previste dall’ex art. 20 della legge finanziaria 67/88, quanto serve ad integrare la base d’asta, verrà bandita la nuova gara.
Una serena valutazione dei dati rivela che senza una seria revisione del progetto anche la sostanziosa integrazione prevista potrebbe non bastare.
Ora, va ricordato che la prima gara è andata deserta nell’estate del 2021, ben prima della ripresa inflazionistica dell’inizio 2022. Quindi il problema dei costi ritenuti troppo bassi fin dall’origine è da ricondurre ad altre cause che crediamo di aver identificato in alcune “misure” del progetto, la cui progettazione, vecchia di un decennio, si caratterizza per alcune scelte non più sostenibili.
Basti pensare che:
- la superficie netta del nuovo ospedale è prevista in 163.102 mq, esattamente il 28,4% in più della superficie netta del PSRI di Torino prevista in 127.000;
- il numero dei posti letto di Novara è pari a 671, esattamente il 56% in meno dei 1040 previsti per il PSRI di Torino.
- il costo di costruzione al mq, anche dopo l’integrazione prevista, è pari a 2.569,77 €, inferiore del 29,5% rispetto ai 3.329,22 € del PSRI ritenuto del tutto inadeguato da entrambi i gruppi rimasti in gara a Torino.
3) TORINO.
Nel 2019 è stata indetta la gara che facendo riferimento al progetto del PSRI – Parco della Salute Ricerca e Innovazione di Torino, aveva per oggetto la realizzazione del solo Lotto 1, relativo alla parte ospedaliera.
Serve precisare che i primi discorsi circa il nuovo ospedale di Torino risalgono al 1999. Nel 2003 ha preso forma l’idea del PSRI, costituito da una componente ospedaliera, Lotto 1 e dal Lotto 2, destinato a contenere le attività di ricerca e innovazione in campo diagnostico, terapeutico e farmacologico, ecc.
Dati del Lotto 1, oggetto della gara del 2019.
Superficie netta per la parte ospedaliera e della formazione clinica: 127.000 mq.
Numero di posti letto previsti: 1040.
Mq per posto letto: 122,12
Costo dell’opera a base d’asta: 422.811.042 euro.
Costo unitario a posto letto: 406.549,08.
Costo al mq: 3.329,22 euro.
Numero vero degli studenti della Facoltà di Medicina di UNITO: 5.500, a fine 2021.
All’inizio del mese di febbraio 2022, al termine della seconda fase della gara, dopo che avevano presentato i Progetti di Fattibilità Tecnica ed Economica, i concorrenti hanno segnalato alla stazione appaltante che, visto i forti aumenti dei costi, non erano più in grado di fare una offerta economica entro i limiti previsti della base d’asta.
Però, mentre nei casi di Cuneo e Novara, la Regione Piemonte ha mostrato di poter far fronte all’aumento dei costi senza battere ciglio, per Torino, il Presidente della Giunta, l’Assessore e il Direttore Generale della Sanità si sono guardati bene dal prendere la benché minima iniziativa a sostegno del progetto, lasciando alla sola Città della Salute di Torino la ricerca della soluzione da applicare nel tentativo di salvare la gara, mantenendo inalterata la base d’asta del 2019.
Messa in questo modo, l’Azienda sanitaria che già versa in condizioni finanziarie tutt’altro che buone, non potrà fare altro che negoziare con i concorrenti un abbassamento della qualità del manufatto pari all’incremento dei costi (almeno 20%), o scaricare gli aumenti sui canoni annuali, previsti dalla concessione.
In ogni caso, si tratta di una soluzione destinata ad aprire revisioni, varianti in corso d’opera e contenziosi di ogni tipo, particolarmente pericolosi per la Città della Salute.
Quello che si profila è un risultato penalizzante sia per Torino che necessita del PSRI sia per il resto Piemonte che ha sempre visto nel Parco una occasione di rilancio economico per l’intera regione.
Se già con la gara del 2019 che prevede la realizzazione del solo Lotto 1, restava poco del progetto ambizioso del PSRI, ora, se viene portata a compimento nei modi previsti dalla Deliberazione n. 0001222, avremmo un risultato sul filo della legittimità e comunque inaccettabile per le istituzioni torinesi, UNIPO, Comune di Torino ecc. che da decenni aspettano la nuova realizzazione.
Il Piemonte oggi, a differenza del passato, non è in regime di “piano di rientro” che condizionava le scelte in ordine alle modalità di finanziamento del Parco.
Mai come in questo periodo sono state disponibili risorse tali da permettere di ripartire, mettendo a gara la realizzazione di entrambi i Lotti, 1 e 2, per realizzare davvero il Parco della Salute Ricerca e Innovazione.
La Regione Piemonte ha nelle sue disponibilità attuali quasi un miliardo di euro di finanziamenti previsti dall’ex art. 20 della legge n. 67/1988.
Le Aziende ospedaliere hanno i lasciti che in alcuni casi raggiungono valori significativi, possono essere messe in campo.
Ci sono poi le aree su cui insistono gli attuali presidi ospedalieri che valgono molte centinaia di milioni, come nel caso di Torino dopo che la Giunta Appendino, d’accordo con l’allora presidente Chiamparino, ha cambiato la destinazione d’uso delle aree della Città della Salute.
Infine, si possono applicare anche altre soluzioni, alcune già sperimentate in passato, utili a finanziare i nuovi ospedali senza far saltare i conti della sanità pubblica piemontese, evento che danneggerebbe non anche quella privata.
Per combattere il declino servono Cuneo, Novara e tutto il resto della regione, ma il rilancio del Piemonte o parte da Torino o la battaglia sarà persa, con buona pace del Presidente della Regione e del suo Assessore alla Sanità che sembrano pensare solo ai piccoli territori dei loro collegi elettorali.
Alla fine qualche dato per dimostrare che quelle riportate non sono delle semplici opinioni, come ne possono essere espresse tante, ma fatti, supportati da dati concreti.

Si badi che se si assume il costo per posto letto previsto dal progetto di Torino (406.549,08) e lo applichiamo a quello di Novara che prevede 671 posti letto, si ha che il costo dell’opera di Novara invece di 419.134.000,00, potrebbe essere pari a 272.794.431,91 Euro, cioè ben 146.339.568,09 Euro in meno.
Si tratta di un risultato che si può ottenere mettendo mano al progetto, intervenendo sugli aspetti non più attuali. D’altro canto se va bene per Torino perché recondito motivo non deve applicarsi anche a Novara?
Inoltre, anche tenendo conto della possibilità di incrementare il costo in Euro per mq, dopo l’aggiornamento della base d’asta, otteniamo un valore pari a 3.083,72 € (2.569,77 + 20%), ancora inferiore del 7,96% rispetto al costo di 3.329,22 € al mq di Torino che, come detto, è stato ritenuto del tutto insufficiente dai costruttori partecipanti alla gara di Torino.
Stando così le cose, sulla base di quali considerazioni l’Assessore, il Direttore della Sanità, il Direttore degli investimenti e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Novara pensano che la nuova gara possa avere un esito migliore di quella in corso a Torino?
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