martedì 13 febbraio 2024

Occuparsi di sanità: perché è importante e urgente

 Dopo che in una recente intervista l’On. Chiara Appendino (M5S), ex Sindaca di Torino, ha dichiarato: “ la gente chiede risposte soprattutto sulla Sanità” spero che il M5S in tutte le sedi istituzionali in cui è presente, a partire dai Consigli Regionali, decida di occuparsi con continuità ed efficacia di questa che sta diventando una emergenza nazionale che riguarda tutti.

In Piemonte il tema sta assumendo caratteristiche inimmaginabili fino a poco tempo fa: il centro destra, alla guida del governo regionale, coltiva solo interessi particolari, il PD  insegue il Presidente Cirio e l’Assessore alla Sanità Icardi nelle loro dannose giravolte, con le quali cercano di non scontentare nessuno, ma risolvono nulla, e i 5S ai margini di tutto.

Di seguito qualche dato e alcune considerazioni relative alla sanità piemontese, con particolare riferimento all’edilizia ospedaliera.

I presidi ospedalieri del Piemonte, fatto salvi pochi casi, Verduno e Asti, sono molto vecchi, poco funzionali, quasi mai a norma e con costi di gestione crescenti, difficilmente sostenibili.

Dopo decenni di discussioni, nel dicembre del 2017 la Giunta Chiamparino approvò la realizzazione di quattro nuovi ospedali: la CSS - Città della Salute e della Scienza di Novara, il PSRI - Parco della Salute, della Ricerca e della Innovazione di Torino, e gli ospedali unici dell’ASLTO5, alle porte di Torino, complementare al PSRI, e dell’ASLVCO (Verbano, Cusio Ossola).

Il costo previsto delle solo opere dei due ospedali di Novara e Torino è pari a 743.101.042 €, mentre il costo totale delle due concessioni per progettare, realizzare e gestire i due ospedali ammonta a 1.535.655.000 € , al netto dell’IVA.

Il costo delle opere edili e impiantistiche degli altri due ospedali è stimato in 332.078.655 €.

Nel gennaio del 2022, il Consiglio Regionale ha aggiornato la programmazione del 2017 prevedendo, dopo intese con il Ministero della Salute, la realizzazione di altri sei nuovi ospedali, finanziati con fondi INAIL, nell’ambito del programma pluriennale di edilizia sociale dell’Istituto, per un valore complessivo pari a 1.285.000.000 €.

A ben vedere si tratta un volume di investimenti, per i soli costi delle opere edili, pari a 2.360.179.697 € che, se attivati, farebbero molto bene al Piemonte. Da anni, nelle fasi di espansione l’economia qui cresce meno e, nelle fasi di recessione, rallenta molto più di quanto accade nelle altre regioni del centro-nord d’Italia.

Le note dolenti, però, iniziano quando si tratta di passare dalle previsioni alle realizzazioni delle opere, quella fase che richiede di scegliere tra le diverse ipotesi: realizzare degli ospedali unici in sostituzione degli ospedali diffusi nel territorio ma poco sicuri, dove localizzarli, ecc.

Non solo, la gara di Novara è andata deserta, quella di Torino è ferma e gli altri progetti, quelli relativi ai restanti presidi ospedalieri, sono fermi al palo, nonostante ci siano le risorse necessarie a realizzarli.

Lo stesso Assessore alla Sanità regionale Icardi ha di recente confermato che oltre alla disponibilità di INAIL a realizzare quanto si è impegnato a fare, i finanziamenti pubblici a disposizione del Piemonte per l’edilizia ospedaliera, a fine 2022, superavano i 900 mln di €.

In aggiunta alle risorse cash, vanno considerati i valori importanti degli asset patrimoniali costituiti dalle aree su cui sono insediati gli attuali ospedali, collocati nei centri urbani, rese libere dalle nuove localizzazione. Ci sono inoltre i lasciti costituiti da immobili e terreni agricoli che, nel caso delle Aziende Ospedaliere, possono raggiungere valori importanti dell’ordine di molte centinaia di milioni di Euro.

Nonostante un quadro tutt’altro che sconfortante, almeno dal punto di vista delle risorse, non si muove nulla e ci tocca assiste all’umiliante richiesta del Presidente della Regione Cirio, di alcuni Consiglieri regionali anche del centro sinistra, e del Sindaco di Torino rivolta al Governo affinché nomini un Commissario straordinario che venga a Torino a fare lui le cose per cui loro sono stati eletti.

A Torino hanno sede il Politecnico, con un corpo accademico di 1.000 docenti, l’Università con 3.514 tra docenti e ricercatori. La Sanità piemontese, articolata in 13 ASL e 6 Aziende Ospedaliere, conta un organico che supera i 100 dirigenti tecnici e amministrativi.

Inoltre la Regione ha il controllo completo di due importanti società pubbliche: Finpiemonte, attraverso la quale transitano tutti i fondi europei destinati al Piemonte e  SCR – Società di Committenza Regionale che, ogni anno gestisce centinaia di gare per la fornitura di beni servizi e opere pubbliche alla Sanità  e agli altri enti pubblici del Piemonte.

Ci sono le risorse finanziarie e le competenze per fare gli ospedali, compreso il PSRI di Torino, ma tutto e fermo e non succede nulla.

Un altro inconcludente spettacolo, in quersti giorni sotto i nostri, riguarda la vicenda della nomina del nuovo Direttore del Salone del Libro di Torino che va avanti da mesi senza esito, quando siamo ormai alla vigilia dell’unica importante manifestazione rimasta a Torino. Si tratta di una nomina che spetta alla Regione Piemonte, al Comune e ad alcuni circoli culturali di Torino. Hanno un così spiccato senso di responsabilità che nemmeno su questo risecono a mettersi d’accordo.

E’ del tutto evidente che la responsabilità di tanta inconcludenza è dovuta al e gli altri centri di potere locali.

Questi politici, mentre, non riescono nemmeno a fare un ospedale, rivendicano l’ampliamento dei poteri, con la richiesta dell’autonomia differenziata. Senza senso del ridicolo, pigolano attaccati alla gonna della Presidente del Consiglio affinché nomini un Commissario straordinario che realizzi il PSRI di Torino, quando non più tardi di qualche tempo fa, hanno chiestro il voto per essere loro a rfealizzarlo.

In questa realtà, chi vuole fare politica, per davvero, per dare soluzioni ai problemi ha davanti a se la strada spianata. L’on. Appendino che ha amministrato Torino con dignità, pur avendo tutti contro, ha la conoscenza dei problemi necessaria per affrontarli e avviarli a soluzione. Serve però far capire che questo è quello che si vuole fare. Ed è il motivo per cui si chiede agli elettori il consenso.

Tredici o quattordini mesi, sono quelli che mancano al rinnovo del Consiglio Regionale del Piemonte. Sono davvero pochi, non solo per progettare il futura della regione ma anche per dire quali soluzioni si intende applicare, ad esempio, per costruire gli ospedali e agli altri principali problemi sul tappeto.

Alla fine anche se non richiesti, mi permetto di dare due suggerimenti.

Il primo, riguarda i tempi. Si sbrighi Onorevole. Tra poco, se non incomincia a produrre idee e proporre soluzioni anche il M5S verrà percepito dai cittadini normali come inadeguato e il consenso si sposterà verso altri, oppure la sfiducia farà crescere ancor più la disaffezione e la partecipazione al voto diminuirà ancor più, con grave danno per la democrazia.

Il secondo, si guardi intorno. Il principale limite della Sua esperienza amministrativa è stato quello puntare poco al coinvolgimento delle competenze e delle disponibilità che Torino ha e, le poche volte che l’ha fatto, quando ha pescato all’esterno dei 5S, non ha avuto la mano felice.

Bisogna lavorarci meglio, andando a cercarle. Il M5S, da solo non può farcela nemmeno oggi. Alcuni militanti, dopo aver raccolto trenta like, magari tra amici e parenti, il giorno dopo l’elezione, si pensano degli statisti e anche quando non sanno nulla non studiando, pensando che la competenza possa piovere dal cielo sulle loro teste.

Così non si va da nessuna parte, ma tutte queste cose Lei non può non saperle. Tenga però conto che il tempo non è una variabile nelle Sue disponibilità.

Auguri.

A proposito dell'usi degli advisor per gli ospedali di Torino e Novara

 Un esposto:

Con riferimento al “SERVIZIO DI ASSISTENZA LEGALE, FINANZIARIA E TECNICA (ADVISORY) PER LA PREPARAZIONE DEGLI ATTI E LO SVOLGIMENTO DI TUTTE LE ATTIVITA’ RELATIVE ALLE PROCEDURE DI GARA PER LA REALIZZAZIONE DEL PARCO DELLA SALUTE, DELLA SCIENZA E DELLA INNOVAZIONE DELL’AOU CITTA’ DI TORINO E DELLA SALUTE E DELLA SCIENZA DELL’AOU MAGGIORE DELLA DELLA SALUTE DI NOVARA”, espongo di seguito i dati e i fatti di cui sono a conoscenza.

 

1. AGGIUDICAZIONE, VALORE DELLA GARA, ATTIVITA’ PREVISTE, MODALITA’ E TEMPI DI ESPLETAMENTO.

A seguito della gara pubblica, l’espletamento del servizio richiamato è stato affidato con la Deliberazione n. 205, del 14 febbraio 2018, dell’AOU Città della Scienza e della Salute di Torino al RTI costituito da Ernest & Young, Rina Counsulting, Studio Legale Tributario e Studio Legale EIPF,  per un totale di 622.200 euro, di cui 510.000 per l’offerta e 122.200 per l’IVA al 22%.

Di seguito sintetizzato i servizi previsti e le modalità di espletamento degli stessi, ripresi dal Capitolato speciale della gara.

Art. 2 - Descrizione delle prestazioni.

Come riportato nell’art. 2, le prestazioni sono articolate in tre Fasi distinte.

Di seguito riporto per ognuna delle Aziende Ospedaliere gli aspetti più rilevanti di ognuna delle Fasi previste.

Previsioni per il PSRI di Torino.

Fase 1.

A.  Acquisizione, analisi e studio della documentazione dell’operazione …

B. Analisi delle varie procedure di scelta del contraente previste dalla normativa vigente con indicazione per ciascuna di esse dei costi/benefici sia in termini di risultati che dei tempi.

C. Assistenza e gestione di tutti gli aspetti di natura giuridico-legale, economica e tecnica, per la formulazione di tutti gli atti e la documentazione necessari all’indizione della gara, sulla base delle scelte degli organi decisionali con particolare riferimento alla:

-   identificazione dei rischi associati all’operazione e alla mitigazione degli stessi;

-  predisposizione di un piano economico e finanziario che tenga conto degli aspetti collegati alla fattibilità e sostenibilità dell’operazione, comprese le condizioni affinché l’iniziativa possa essere classificata “off balance”, da parte della stazione appaltante;

- definizione di uno schema contrattuale atto a regolare i rapporti con il Concessionario con riferimento ai pagamenti, alle prestazioni, i termini dell’eventuale rinegoziazione e gli obblighi contabili e assicurativi;

- indicazione dei parametri tecnici ed economici utilizzati per la definizione dei criteri di aggiudicazione e della metodologia per la loro valutazione;

- predisposizione del disciplinare di gara completo e di tutta la documentazione necessaria all’indizione della gara prescelta.

Fase 2.

A. Assistenza e consulenza su tutti gli aspetti di natura giuridico/legale, economico/finanziaria e tecnica, durante tutta le fasi della procedura di gara (estesa anche a tutta l’attività della Stazione Appaltante post aggiudicazione e ante sottoscrizione del contratto/convenzione).

B. Assistenza e consulenza (giuridica, economica/finanziaria e tecnica) nella fase di stipula del contratto/convenzione, con il Concessionario aggiudicatario della gara (predisposizione del contratto/convenzione) e di definizione della struttura finanziaria dell’operazione, che comprende gli accordi con gli istituti di credito, gli eventuali accordi di copertura rispetto a variazioni dei tassi di interesse, le modalità di gestione di eventuali operazioni di rifinanziamento.

Fase 3.

Assistenza legale, economica e tecnica per i primi 48 mesi decorrenti dalla data di stipula del contratto con l’aggiudicatario della procedura.

Previsioni per la CSS di Novara.

Fase 1.

A.  Acquisizione, analisi e studio della documentazione dell’operazione …

B. Esame e verifica generale dell’operazione, quale definita dal “Piano Economico Fiananziario”, allegato alla istanza di accesso ai finanziamenti ex art. 20 L 67/88, al fine di valutarne la fattibilità giuridica ed economica e le possibilità di miglioramento.

C. Esame delle problematiche connesse all’applicazione della procedura di gara art. 183 Dlgs 50/2016, alla fattispecie concreta e individuazione delle relative soluzioni.

D. Assistenza e consulenza su tutti gli aspetti di natura giuridico/legale, economico/finanziario e tecnica comprensiva della predisposizione di tutti gli atti e i documenti necessari e/o utili all’indizione della procedura prevista dall’art. 183 Dlgs 50/2016 (compresi i capitolati del servizio e delle attività commerciali previste dal PEF).

Fase 2.

A. Assistenza e consulenza su tutti gli aspetti di natura giuridico/legale, economico/finanziaria e tecnica, durante tutta le fasi della procedura di gara (estesa anche a tutta l’attività della Stazione Appaltante post aggiudicazione e ante sottoscrizione del contratto/convenzione).

B. Assistenza e consulenza (giuridica, economica/finanziaria e tecnica) nella fase di stipula del contratto/convenzione, con il Concessionario aggiudicatario della gara (predisposizione del contratto/convenzione).

Fase 3.

Assistenza legale, economica e tecnica per i primi 48 mesi decorrenti dalla data di stipula del contratto/convenzione con il Concessionario aggiudicatario della gara.

Art. 3 - Durata dei contratti.

La durata dei contratti che verranno stipulati dalle Aziende Ospedaliere è di complessivi 66 mesi per l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e di 62 mesi per l’AOU Maggiore della Carità di Novara, così suddivisi:

AOU Città della Salute e della Scienza di Torino:

- Fase 1: 6 mesi dalla stipula del contratto;

- Fase 2: 12 mesi dall’approvazione dei risultati della Fase 1;

- Fase 3: 48 mesi dalla data di stipula del contratto con l’aggiudicazione della procedura.

AOU Maggiore della Carità di Novara:

- Fase 1: 6 mesi dalla stipula del contratto;

- Fase 2: 8 mesi dall’approvazione dei risultati della Fase 1;

- Fase 3: 48 mesi dalla data di stipula del contratto con l’aggiudicazione della procedura.

Le Amministrazioni contraenti si riservano la facoltà di prorogare le singole Fasi previste, qualora entro i termini di scadenza, per cause indipendenti dall’aggiudicatario non sia stato possibile il completamento delle attività previste.

Inoltre, le stesse Amministrazioni si riservano anche la facoltà di prorogare i contratti qualora, entro i termini di scadenza previsti, non siano concluse tutte le fasi previste.

Art. 4 - Gruppo di lavoro

Descrive il gruppo di lavoro che il fornitore metterà a disposizione delle Amministrazioni, precisa le professionalità e le competenze che lo comporranno.

Art. 5 - Modalità di esecuzione del servizio

Prevede il fatto che le attività oggetto del servizio debbano essere eseguite a regola d’arte e che il fornitore si avvalga di figure professionali altamente specializzate in relazione alle prestazioni; le eventuali sostituzioni delle unità di personale potranno avvenire solo previa autorizzazione delle Amministrazioni affidatarie.

Art. 6 - Obblighi del Fornitore

Sono a carico del Fornitore tutti gli oneri e i rischi connessi a tutte le attività previste.

Il Fornitore ha l’obbligo di manlevare e tenere indenne le Amministrazioni contraenti da tutte le conseguenze derivanti dalla inosservanza delle norme di sicurezza vigenti.

Il Fornitore si obbliga a rispettare tutte le indicazioni relative all’esecuzione che dovessero essere impartite dalle Amministrazioni …

Art. 7 - Penali

Contiene la lista delle penali, l’entità, gli eventi e le modalità di applicazione a fronte dei quali saranno applicate.

Art. 8 - Risoluzione del contratto

Art. 9 - Recesso dal contratto

Art. 10 - Obbligo di riservatezza e clausola etica

Contiene raccomandazioni circa la riservatezza che l’Advisor dovrà garantire circa l’esclusività dei dati, valutazioni o altro materiale forniti alle Amministrazioni.

L’Appaltatore dovrà considerare riservato tutto il materiale e tutte le informazioni, dati o documenti forniti alle Amministrazioni.

Art. 11 - Fatturazione e pagamenti

Art. 12 - Cessione del contratto, d’azienda o di ramo d’azienda

Art. 13 - Cessioni di credito

 

 

2. CONTENUTI E ATTIVITA’ DEL FORNITORE

Premesso che le attività dell’Advisor, previste dalle Fasi 1 (predisposizione e gestione delle procedure), sono talmente ampie da delineare una responsabilità del fornitore in ordine agli esiti delle procedure, di seguito si osserva quanto riportato.

A. Conflitto di interessi.

Con riferimento al Capitolato speciale, desta perplessità la mancata attenzione circa l’insorgere del conflitto di interessi che si determina quando, come nel caso di cui trattasi, un soggetto esterno è chiamato a predisporre le procedure di gara, senza che venga prevista nessuna limitazione circa le collaborazioni del Fornitore con soggetti economici interessati a partecipare alle gare in via di predisposizione.

Senza addentraci nei dettagli, a fronte del nulla del Capitolato, il Codice Etico e di comportamento dei dipendenti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, approvato con la Deliberazione n. 686, del 13 novembre 2018, prevede all’art. 6:

-  comma 3, che il dipendente pubblico comunichi al proprio Responsabile se è titolare di interessi che possano porlo in conflitto di interessi con la funzione pubblica che è chiamato a svolgere;

-  comma 4, che il dipendente debba fare analoga comunicazione qualora il proprio coniuge o propri parenti e affini entro il secondo grado esercitino attività o che siano coinvolti nelle decisioni o nelle attività inerenti all’ufficio.

B.  Definizione degli schema di contratto.

E’ previsto che l’Advisor fornisca alle stazioni appaltanti assistenza e consulenza (giuridica, economica/finanziaria e tecnica) nella fase di predisposizione dei contratti/convenzione, con il Concessionario aggiudicatario della gara.

Restando in tema, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, fin dal 2018, ha predisposto una “Guida alle pubbliche amministrazioni per la redazione di un contratto di concessione per la progettazione, costruzione e gestione di opere pubbliche in partenariato pubblico privato”, esaustiva di tutte le necessità della Aziende di regolare i rapporti con i Concessionari.

Vista la previsione di cui al Capitolato era lecito aspettarsi dall’Advisor qualche contributo innovativo o particolare, in relazione a qualche specificità delle due Aziende Ospedaliere, non previste dalla Guida ministeriale.

Purtroppo, non è stato possibile rintracciare nulla di quanto atteso, anzi, le bozza di contratto allegate alle gare di Torino e Novara, invece di apparire arricchite sono state oggetto di uno sfoltimento normativo che, in caso di contenzioso con il Concessionario, potrebbe non tutelare a sufficienza gli interessi delle due Aziende Ospedaliere.

C. Cessione delle partecipazioni e subentro di nuovi soci nella Società di progetto.

Mentre per poter partecipare al gara i soggetti interessati devono dimostrare il possesso di requisiti tecnici, economico-finanziari e di onorabilità, nulla è previsto circa il soggetto subentrante nella compagine sociale della Società di progetto.

Si tratta di una carenza di un qualche rilievo che, in relazione alla durata delle concessioni e alla specificità delle opere di cui trattasi, nel tempo potrebbe mettere in seria difficoltà le due Aziende Ospedaliere.

Reggere il contenzioso con una società con ha sede in un paradiso fiscale o portatrice di capitali di origine illecita potrebbe mettere a dura prova la capacità di resistere delle Aziende ospedaliere di Torino e di Novara.  

D. Attività, prestazioni, risultati e valutazione dei Dirigenti.

Il sistema salariale dei Dirigenti della PA prevede che una quota della retribuzione sia collegata al grado di raggiungimento degli obiettivi assegnati in relazione alle funzioni svolte.

Considerato l’ampiezza e la qualità delle attività descritte dall’art. 2 del Capitolato speciale rendono le prestazioni dell’Advisor del tutto assimilabili a quelle dei Dirigenti della PA. Sorprende per questo la totale assenza di qualunque collegamento tra la valutazione dell’attività svolta da E&Y, il raggiungimento degli obiettivi e il pagamento dei corrispettivi.


3. INDIZIONE DELLE GARE PER LA REALIZZAZIONE DEL PSRI DI TORINO E DELLA  CITTA’ DELLA SALUTE E DELLA SCIENZA DI NOVARA.

A. Con la Deliberazione n. 118, del 31 gennaio 2019, la Città della Salute e della Scienza di Torino ha indetto la procedura di gara, da espletare in base al combinato disposto degli artt. 181, utilizzo della procedura di dialogo competitivo, e 183, ricorso alla finanza di progetto, del Dlgs 50/2016, per la realizzazione della componente edilizia e impiantistica del Lotto 1 “Polo della Sanità e della Formazione Clinica” del PSRI – Parco della Salute, della Ricerca e della Innovazione.

B. Con la Deliberazione n. 480, del 12 giugno 2020, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Maggiore della Carità di Novara ha indetto la gara a procedura ristretta ai sensi dell’art. 61 del Dlgs 50/2016 per l’affidamento della concessione di progettazione, costruzione e gestione della “Città della Salute e della Scienza di Novara”, con il ricorso alla finanza di progetto ai sensi dell’art. 183 del Dlgs 50/2016 (Project Financing).

 

 

4. INTEGRAZIONE DEL CONTRATTO PER L’ATTIVITA’ DI ADVISORY AI SENSI DELL’ARTICOLO 106, COMMA 12, DEL DLGS 50/2016.

L’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino ha adottato la Deliberazione n. 331, del 13 marzo 2019, “SERVIZIO DI ASSISTENZA LEGALE, FINANZIARIA E TECNICA (ADVISORY) PER LA PREDISPOSIZIONE DEGLI ATTI E LO SVOLGIMENTO DI TUTTE LE ATTIVITa’ RELATIVE ALLA PROCEDURA DI GARA PER LA REALIZZAZIONE DEL LOttO 1 DEL PARCO DELLA SALUTE, DELLA RICERCA E DELL’INNOVAZIONE DELLA CITTà DI TORINO. INTEGRAZIONE DEL CONTRATTO AI SENSI DELL’ARTICOLO 106, COMMA 12, DEL DLGS 50/2016.

IMPORTO COMPLESSIVO DI SPESA € 102.000 – IVA ESCLUSA”.

Considerato l’importo dell’IVA al 22%, pari a € 22.440, il totale della spesa da considerare è pari a 124.440 euro.

La necessità di integrare le previsioni del contratto di cui all’affidamento previsto dalla Deliberazione n. 205, del 14 febbraio 2018, è intervenuta quando ancora non erano terminate le attività previste dalle Fasi 1 e nessuna delle due gare era ancora indetta.

Con riferimento alle motivazioni, la premessa dell’atto riporta solamente la dichiarazione che: “è stato raggiunto il limite complessivo delle giornate uomo previste dalla gara per l’intera durata del contratto”, contenuta in una comunicazione del 14 dicembre 2018 dei responsabili dell’attività e dell’esecuzione del contratto.

Detto che in corso d’opera, nella esecuzione di un contratto, possono intervenire fatti non prevedibili in fase di programmazione, nel caso di cui trattasi sorprende la mancanza di motivazioni circa i fatti nuovi intervenuti, capaci di determinare in un arco di tempo così ristretto un cambiamento molto importante, rispetto a quanto inizialmente pianificato.

Esaurire in 10 mesi le risorse il cui impiego era previsto in 66 non appare un esempio di buona amministrazione. L’evento avrebbe dovuto richiamare l’attenzione delle strutture dell’Azienda incaricate dei controlli interni, ma di questo non c’è traccia negli atti.

La previsione del Capitolato speciale per cui le Amministrazioni hanno la facoltà di prorogare le singole Fasi previste o la durate del contratto, a fronte di cause indipendenti dall’aggiudicatario, non appaiono applicabili all’aumento delle prestazioni previste dalla Deliberazione di cui trattasi.

Inoltre, la sentenza del TAR  di Napoli n. 5595, del 27 novembre 2020, sembra restringere l’applicazione dell’art. 106, comma 12, invocato nel nostro caso, alle “… sole circostanze imprevedibili e sopravvenute nel corso dell’esecuzione del rapporto contrattuale e giammai possa essere utilizzata per rimediare ad errori originari compiuti dalla stazione appaltante in sede di valutazione del fabbisogno …”, come invece sembra potrebbe essere accaduto nel caso di cui trattasi.

Un’ultima segnalazione attiene il cambiamento degli oggetti delle Deliberazione.

Mentre nella n. 205, del 14 febbraio 2018, quella dell’aggiudicazione, l’attività dell’Advisor riguarda gli adempimenti collegati alle gare di Torino e di Novara, nella n. 331, del 13 marzo 2019,  l’attività è ristretta “… alla procedura di gara per la realizzazione del Lotto 1 del Parco della Salute, della Ricerca e della Innovazione della Città di Torino”.

Integrare un contratto cambiando anche l’oggetto delle prestazioni, senza motivare il cambiamento, può non metta in causa la legittimità dell’atto, ma certo con costituisce un esempio di buona amministrazione.

Inoltre, le attività iniziali previste a supporto dell’AOU di Novara che fine hanno fatto? La comunicazione del Dirigente incaricato dell’esecuzione del contratto si riferisce all’esaurimento delle risorse disponibili solamente per la gara del PSRI di Torino e, se si, a quanto ammontano le risorse residue per Novara?

 

 

5. STATO DELLE GARE PER I DUE NUOVI PRESIDI OSPEDALIERI DI TORINO E DI NOVARA.

In ordine all’esito delle gare serve precisare quanto di seguito riportato:

- a distanza di 15 mesi dall’indizione della gara avvenuta il 12 giugno del 2020, l’AOU Maggiore della Carità, prendendo atto delle mancate offerte, ha adottato la Deliberazione n. 937, del 24 settembre 2021, avente per oggetto: “GARA A PROCEDURA RISTRETTA, AI SENSI DELL’ART. 61, DLGS 50/2016, PER L’AFFIDAMENTO DELLA CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE DELLA CITTA’ DELLA SALUTE E DELLA SCIENZA DI NOVARA, CON RICORSO ALLA FINANZA DI PROGETTO AI SENSI DELL’ART. 183, DLGS N.50/2016 (PROJECT FINANCING). PRESA D’ATTO DI GARA DESERTA”.

- a distanza di 43 mesi dall’indizione della gara avvenuta il 31 gennaio 2019, l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, ha adottato la Deliberazione n. 00012222, del 2 settembre 2022, avente ad oggetto: “PROCEDURA DI GARA, MEDIANTE DIALOGO COMPETITIVO, PER L'AFFIDAMENTO DEL CONTRATTO DI PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO, AI SENSI DEL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTICOLI 181 E 183 DEL D.LGS. N. 50/2016, E S.M.I., PER LA REALIZZAZIONE DEL POLO DELLA SANITÀ E DELLA FORMAZIONE CLINICA E DEL POLO DELLA RICERCA – (LOTTO 1) - INDETTA CON DELIBERAZIONE N. 118/2019 DEL 31/01/2019. RIAPERTURA FASE DI DIALOGO COMPETITIVO”. Nello specifico di Torino, va aggiunto che, rispetto all’autunno scorso, il quadro è cambiato in seguito alla decisione del Governo il quale, accogliendo la richiesta della Regione Piemonte, ha deciso di nominare un Commissario con poteri straordinari per la realizzazione del PSRI. Ad oggi, la decisione che risale alla fine del 2022, manca ancora del Decreto di nomina.

Nonostante, le due stazioni appaltanti, con l’adozione dei due atti di cui sopra, prendano atto di uno stato delle gare tutt’altro che positivo, nulla rilevano circa le prestazioni dell’Advisor, come se le attività svolte fossero andate a buon fine, come se i mancati esiti non fossero riconducibili, tutto o in parte, all’Advisor.

Nonostante ciò la Città della Salute e della Scienza di Torino ha continuato a pagare i corrispettivi come se le prestazioni offerte avessero prodotto i risultati attesi.

 

 

6. CITTA’ DELLA SALUTE E DELLA SCIENZA DI TORINO, DELIBERAZIONE N. 0001282, del 21 ottobre 2021, oggetto: “SERVIZIO DI ASSISTENZA LEGALE, FINANZIARIA E TECNICA (ADVISORY) PER LA PREDISPOSIZIONE DEGLI ATTI E LO SVOLGIMENTO DI TUTTE LE ATTIVITA’ RELATIVE ALLE PROCEDURE DI GARA PER LA REALIZZAZIONE DEL PARCO DELLA SALUTE, DELLA RICERCA E DELLA INNOVAZIONE DI TORINO. AFFIDAMENTO AI SENSI DELL’ARTICOLO 63, COMMA 2, LETTERA B), PUNTO 2, DEL DLGS N.50/2016. IMPORTO  COMPLESSIVO PARI A EURO 335.266,98 – IVA INCLUSA.

Prima di passare ad altre segnalazioni di merito, si evidenzia che anche la Deliberazione appena citata, come la precedente, di cui alla fine del punto 4, contrariamente alla previsione dell’aggiudicazione iniziale, restringe l’ambito delle attività dell’Advisor a quelle collegate alla gara della sola AOU Città della Salute e della Scienza per il PSRI di Torino.

Venendo alla norma invocata per l’affidamento, in realtà essa prevede che le amministrazioni possono aggiudicare appalti pubblici mediante la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, dando però conto con adeguata motivazione della sussistenza di alcuni presupposti che riassumendo sono l’assenza di concorrenza per motivi tecnici.

Infatti, alla fine della lettera b), punto 2, è detto che l’eccezione della mancata pubblicizzazione si applica “solo quando non esistono altri operatori economici o soluzioni alternative ragionevoli e l’assenza di concorrenza non è il risultato di una limitazione artificiale dei parametri dell’appalto”.

Per venire al nostro caso, il requisito della mancata concorrenza non ricorre per almeno due motivi certi:

- la gara iniziale del 2018 ha visto la partecipazione di 7 RTI diversi più quello di Ernest & Young risultato vincitore;

- da tempo, il mercato elettronico di Consip metteva a disposizione degli enti un adeguato numero di soluzioni in grado di risolvere anche le necessità di Advisory del tipo di quelle di Torino e Novara.

Inoltre, appare disapplicato anche il comma 6, dello stesso articolo, il quale prevede che “Le amministrazioni aggiudicatrici individuano gli operatori economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economica, finanziaria, tecnica e professionali desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza, rotazione e selezionano almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, L’amministrazione aggiudicatrice sceglie l’operatore economico che ha offerto le condizioni più vantaggiose …”.

 

 

7. I PAGAMENTI DEI CORRISPETTIVI, IL FUTURO DELLE DUE GARE E L’ATTIVITA’ DI ADVISORY.

1. Sulla base dei dati acquisiti con una richiesta di accesso agli atti del 16 dicembre 2022 è emerso che a fronte di impegni complessivi per 1.081.096,98 euro, risultano pagamenti effettuati per 862.036,10 euro, con una disponibilità residua pari a 219.870,88 euro.

2. Come già anticipato in altra parte, dopo la riapertura della FASE II del dialogo competitivo, avvenuto con la Deliberazione n. 000122, del 2 settembre 2022,

 

la procedura di dialogo competitivo del 2019 per la progettazione, sembra essere in attesa delle determinazioni del Commissario straordinario, per il quale non risulta ancora adottato il Decreto di nomina, dopo gli annunci del dicembre scorso.

Da qui una presumibile interruzione delle attività dell’Advisor, almeno per le attività previste per l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

3. L’AOU Maggiore della Carità di Novara, con la Deliberazione n. 137, del 24 febbraio scorso, ha indetto una nuova “GARA A PROCEDURA APERTA, IN FASE UNICA, AI SENSI DELL’ARTICOLO 60 DEL DLGS 50/2016, PER L’AFFIDAMENTO DELLA CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE DELLA ‘CITTA’ DELLA SALUTE E DELLA SCIENZA DI NOVARA’ CON RICORSO ALLO STRUMENTO DELLA FINANZA DI PROGETTO AI SENSI DELL’ARTICOLO 183 DEL DLGS 50/2016 (PROJECT FINANCING).

In nessuna parte della Deliberazione è fatto cenno al supporto fornito dall’Advisor nella predisposizione del nuovo bando né alle attività  delle FASI 2 e 3, previste dall’aggiudicazione iniziale del 2018 per l’Azienda Ospedaliera di Novara.

Ospedali a confronto: Cuneo, Novara e Torino

 In considerazione del forte aumento dei prezzi registrati dall’inizio del 2022, con il DL del 17 maggio 2022, n.50, il Governo è intervenuto dettando norme che consentono alla stazioni appaltanti di aggiornare i computi precedenti alla ripresa inflazionistica. Lo stesso decreto indica inoltre le fonti dei finanziamenti e le modalità di accesso alle risorse necessarie agli adeguamenti.

In particolare l’art. 26, comma 1, prevede: “Nelle more della determinazione dei prezzari regionali … le stazioni appaltanti, per i contratti relativi a lavori, ai fini della determinazione del costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni, ai sensi dell’art. 23, comma 16, del Dlgs n. 50 del 2016, incrementano fino al 20% le risultanze dei prezzari regionali di cui al comma 7 del medesimo art 23, aggiornati al 31 dicembre 2021 …

CUNEO, NOVARA E TORINO: TRE OSPEDALI A CONFRONTO 

Le vicende che segnano il percorso verso la realizzazione dei tre ospedali dovrebbero generare un allarme particolare: se ne parla da 15 anni (per le Molinette da 20) e ancora nulla è davvero cominciato. Anzi, le procedure amministrative sono a un punto fermo e, nonostante ci siano le risorse economico-finanziarie, la continua variazione di opinioni e decisioni circa le operazioni finanziarie da mettere in campo genera incertezza, ritardi e scetticismo montante.

Una menzione particolare spetta al PSRI-Parco della Salute, Ricerca e Innovazione della Città della Salute di Torino: qui non è in ballo la realizzazione di un ospedale, pur importante, come quelli di Novara e Cuneo. Con il PSRI si tratta di dare continuità e rilanciare una polo ospedaliero di eccellenza che, a forza di riduzioni, tagli e revisioni, sta diventando qualcosa di profondamente diverso da ciò che è stato.

Cosa ne sarà della Città della Salute di Torino e della ricerca avanzata in campo medico nel futuro prossimo si decide adesso.

Per questo, superfici, conteggi, pubblico, modalità di realizzazione, di gestione e di implementazione sono tutte questioni che escono dalle considerazioni degli addetti per diventare un tema di attualità e di strategia politica.

La ricognizione che segue è la sintesi estrema delle analisi fin qui eseguite sull’iter dei tre ospedali, sui costi e sulle decisioni assunte dalla Giunta Regionale ed annunciate dall’Assessore alla Sanità Icardi.

1) CUNEO.

Durante l’estate, dopo che da tempo, era stata conclusa l’intesa con INAIL che prevedeva il finanziamento per la realizzazione del nuovo ospedale di Cuneo, il cuneese Assessore alla Sanità del Piemonte ha buttato a mare l’accordo, per sposare la proposta di partenariato pubblico privato, spuntata improvvisamente, come per incanto, e fatta pervenire all’Azienda Ospedaliera di Cuneo, da un gruppo di costruttori anch’esso cuneese.

Nel frattempo, il costo di costruzione inizialmente previsto di 310 milioni di Euro, con il PPP  è cresciuto a 420, con la previsione di un canone annuale da corrispondere al concessionario costruttore di 50 milioni per qualche decennio.

Non disponiamo di dati certi. Quelli qui riportati sono stati dichiarati dall’Assessore, in diverse occasioni. La proposta di PPP è custodita segretamente, in modo del tutto arbitrario da dirigenti regionali che disapplicano tutte le norme che regola l’accesso agli atti.

A. Dati dell’ospedale esistente.

L’attuale del Santa Croce e Carle è articolato su due sedi separate:

ha un numero di posti letto pari a: 680, di cui 510 del Santa Croce e 170 del Carle;

i costi annui di gestione, come dal consuntivo 2021, pari a 9.485.160,53, di cui:

- manutenzione ordinaria in appalto ad immobili e pertinenze  1.725.131,58

- combustibili ad uso riscaldamento e cucine                          1.719.825,32

- servizi di pulizia                                                                    3.799.194,48

- servizio utenze                                                                       2.241.009,15

Il valore della produzione dell’Azienda Ospedaliera, a fine 2021, è stato pari a: 280.451.415,24.

L’ammontare del debito pregressoè stato di 42.174.313,95 di euro, al netto dei crediti.

B: Nuovo ospedale.

Serve una superficie fondiaria di 180 mila mq per 650 posti letto previsti. Il costo, come riportato nei documenti programmatici di fine 2021, è di 310 milioni di euro.

I costi della proposta di PPP, come dichiarati dall’Assessore sono:

- per realizzare l’opera: 420 milioni di euro, con un incremento dei costi del 35,5%, ben superiore a quelli fino ad ora stimati (310 mln);

- tenendo conto della previsione di cui al DL 50/2022, richiamato all’inizio, il costo dell’opera essere aumentato solo fino a 372 mln (310 mln + 20%);

- costo del canone annuale pari a 50 milioni, comprendente la remunerazione del capitale privato, i costi per manutenzioni degli immobili e l’acquisto dei vettori energetici (gas, luce, acqua), il tutto ben superiore ai costi di gestione attualmente sostenuti.

Raffronti dei costi previsti dalla soluzione INAIL e PPP di cui trattasi.

Costo annuo dell’affitto INAIL: 420.000.000*0,025 = 10.500.000.

Costi di gestione annui, come dal consuntivo 2021, pari a 9.485.160,53.

Affitto INAIL (10.500.000)+Costi di gestione al 2021 (9.485.160,53) = 19.985.160,53.

Canone annuale della concessione PPP (50.000.000).

Costi affitto INAIL e di gestione(19.985,160,53)

Maggiori costi annui del PPP rispetto alla soluzione INAIL = 30.014.839,47.

Considerato che il nuovo ospedale non farà aumentare il valore della produzione, il maggiore costo annuo previsto dalla proposta di PPP è destinato a far aumentare l’indebitamento dell’Azienda  Ospedaliera di Cuneo, la quale dovendo mantenere l’equilibrio economico dovrà tagliare altre voci di spesa abbassando il livello dei servizi assistenziali.

2) NOVARA.

Dopo che nel settembre del 2021 è andata deserta la gara per l’affidamento della realizzazione del nuovo ospedale di Novara, di cui si parla dal 2002, il Direttore Generale della Sanità piemontese che ha diretto a lungo l’AOU di Novara, ha ottenuto dalla Giunta Regionale di aumentare di 99 milioni di Euro il costo previsto di quell’opera, senza per questo cambiare nemmeno una virgola del progetto che vecchio di 13 anni che per tutti i parametri costruttivi previsti, a partire da quelle relative alle superfici, ha “misure extra large”.

Qualche dato del progetto.

Superficie netta: 163.102 mq

Numero di posti letto previsti: 671

Mq per posto letto: 243,07

Numero di studenti iscritti alla Facoltà di Medicina dell’UNIPO: 1.100, forse (il dato è custodito in modo cosi riservato che non è stato possibile accedervi).

Il nuovo costo dell’ospedale di Novara, dopo l’integrazione di 99 milioni, appena decisa, dalla Giunta Regionale è pari a Euro 419.134.000.

Costo a posto letto: 624.640,83.

Costo unitario a mq, dopo l’integrazione: 2.569,77 euro.

Ora, dopo che sarà perfezionato l’Accordo di Programma con il Ministero della Sanità per ottenere, in ragione delle disponibilità previste dall’ex art. 20 della legge finanziaria 67/88, quanto serve ad integrare la base d’asta, verrà bandita la nuova gara.

Una serena valutazione dei dati rivela che senza una seria revisione del progetto anche la sostanziosa integrazione prevista potrebbe non bastare.

Ora, va ricordato che la prima gara è andata deserta nell’estate del 2021, ben prima della ripresa inflazionistica dell’inizio 2022. Quindi il problema dei costi ritenuti troppo bassi fin dall’origine è da ricondurre ad altre cause che crediamo di aver identificato in alcune “misure” del progetto, la cui progettazione, vecchia di un decennio, si caratterizza per alcune scelte non più sostenibili.

Basti pensare che:

- la superficie netta del nuovo ospedale è prevista in 163.102 mq, esattamente il 28,4% in più della superficie netta del PSRI di Torino prevista in 127.000;

- il numero dei posti letto di Novara è pari a 671, esattamente il 56% in meno dei 1040 previsti per il PSRI di Torino.

- il costo di costruzione al mq, anche dopo l’integrazione prevista, è pari a 2.569,77 €, inferiore del 29,5% rispetto ai 3.329,22 € del PSRI ritenuto del tutto inadeguato da entrambi i gruppi rimasti in gara a Torino.


3) TORINO.

Nel 2019 è stata indetta la gara che facendo riferimento al progetto del PSRI – Parco della Salute Ricerca e Innovazione di Torino, aveva per oggetto la realizzazione del solo Lotto 1, relativo alla parte ospedaliera.

Serve precisare che i primi discorsi circa il nuovo ospedale di Torino risalgono al 1999. Nel 2003 ha preso forma l’idea del PSRI, costituito da una componente ospedaliera, Lotto 1 e dal Lotto 2, destinato a contenere le attività di ricerca e innovazione in campo diagnostico, terapeutico e farmacologico, ecc.

Dati del Lotto 1, oggetto della gara del 2019.

Superficie netta per la parte ospedaliera e della formazione clinica: 127.000 mq.

Numero di posti letto previsti: 1040.

Mq per posto letto: 122,12

Costo dell’opera a base d’asta: 422.811.042 euro.

Costo unitario a posto letto: 406.549,08.

Costo al mq: 3.329,22 euro.

Numero vero degli studenti della Facoltà di Medicina di UNITO: 5.500, a fine 2021.

All’inizio del mese di febbraio 2022, al termine della seconda fase della gara, dopo che avevano presentato i Progetti di Fattibilità Tecnica ed Economica, i concorrenti hanno segnalato alla stazione appaltante che, visto i forti aumenti dei costi, non erano più in grado di fare una offerta economica entro i limiti previsti della base d’asta.

Però, mentre nei casi di Cuneo e Novara, la Regione Piemonte ha mostrato di poter far fronte all’aumento dei costi senza battere ciglio, per Torino, il Presidente della Giunta, l’Assessore e il Direttore Generale della Sanità si sono guardati bene dal prendere la benché minima iniziativa a sostegno del progetto, lasciando alla sola Città della Salute di Torino la ricerca della soluzione da applicare nel tentativo di salvare la gara, mantenendo inalterata la base d’asta del 2019.

Messa in questo modo, l’Azienda sanitaria che già versa in condizioni finanziarie tutt’altro che buone, non potrà fare altro che negoziare con i concorrenti un abbassamento della qualità del manufatto pari all’incremento dei costi (almeno 20%), o scaricare gli aumenti sui canoni annuali, previsti dalla concessione.

In ogni caso, si tratta di una soluzione destinata ad aprire revisioni, varianti in corso d’opera e contenziosi di ogni tipo, particolarmente pericolosi per la Città della Salute.

Quello che si profila è un risultato penalizzante sia per Torino che necessita del PSRI sia per il resto Piemonte che ha sempre visto nel Parco una occasione di rilancio economico per l’intera regione.

Se già con la gara del 2019 che prevede la realizzazione del solo Lotto 1, restava poco del progetto ambizioso del PSRI, ora, se viene portata a compimento nei modi previsti dalla Deliberazione n. 0001222, avremmo un risultato sul filo della legittimità e comunque inaccettabile per le istituzioni torinesi, UNIPO, Comune di Torino ecc. che da decenni aspettano la nuova realizzazione.

Il Piemonte oggi, a differenza del passato, non è in regime di “piano di rientro” che condizionava le scelte in ordine alle modalità di finanziamento del Parco.

Mai come in questo periodo sono state disponibili risorse tali da permettere di ripartire, mettendo a gara la realizzazione di entrambi i Lotti, 1 e 2, per realizzare davvero il Parco della Salute Ricerca  e Innovazione.

La Regione Piemonte ha nelle sue disponibilità attuali quasi un miliardo di euro di finanziamenti previsti dall’ex art. 20 della legge n. 67/1988.

Le Aziende ospedaliere hanno i lasciti che in alcuni casi raggiungono valori significativi, possono essere messe in campo.

Ci sono poi le aree su cui insistono gli attuali presidi ospedalieri che valgono molte centinaia di milioni, come nel caso di Torino dopo che la Giunta Appendino, d’accordo con l’allora presidente Chiamparino, ha cambiato la destinazione d’uso delle aree della Città della Salute.

Infine, si possono applicare anche altre soluzioni, alcune già sperimentate in passato, utili a finanziare i nuovi ospedali senza far saltare i conti della sanità pubblica piemontese, evento che danneggerebbe non anche quella privata.

Per combattere il declino servono Cuneo, Novara e tutto il resto della regione, ma il rilancio del Piemonte o parte da Torino o la battaglia sarà persa, con buona pace del Presidente della Regione e del suo Assessore alla Sanità che sembrano pensare solo ai piccoli territori dei loro collegi elettorali.

Alla fine qualche dato per dimostrare che quelle riportate non sono delle semplici opinioni, come ne possono essere espresse tante, ma fatti, supportati da dati concreti.

Si badi che se si assume il costo per posto letto previsto dal progetto di Torino (406.549,08) e lo applichiamo a quello di Novara che prevede 671 posti letto, si ha che il costo dell’opera di Novara invece di 419.134.000,00, potrebbe essere pari a 272.794.431,91 Euro, cioè ben 146.339.568,09 Euro in meno.

Si tratta di un risultato che si può ottenere mettendo mano al progetto, intervenendo sugli aspetti non più attuali. D’altro canto se va bene per Torino perché recondito motivo non deve applicarsi anche a Novara?

Inoltre, anche tenendo conto della possibilità di incrementare il costo in Euro per mq, dopo l’aggiornamento della base d’asta, otteniamo un valore pari a 3.083,72 € (2.569,77 + 20%), ancora inferiore del 7,96% rispetto al costo di 3.329,22 € al mq di Torino che, come detto, è stato ritenuto del tutto insufficiente dai costruttori partecipanti alla gara di Torino.

Stando così le cose, sulla base di quali considerazioni l’Assessore, il Direttore della Sanità, il Direttore degli investimenti e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Novara pensano che la nuova gara possa avere un esito migliore di quella in corso a Torino?

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